domenica 27 luglio 2008
Dai congressi: la Sinistra ha già perso!
18 mozioni in 5 partiti, la Sinistra “del 3%” non impara dai propri errori, rimane senza coraggio e senza respiro strategico a lungo termine. Immobile nelle sue divisioni e nel proprio autoreferenzialismo antistorico, la Sinistra chiude la porta in faccia al futuro, all’ unica possibilità che ancora una volta lo svolgersi del tempo ci ha messo a disposizione. Ma non ci saranno altri appelli, la Sinistra o si fa ora, o non si farà più. I nostri elettori non perdoneranno la nostra rassegnazione e la nostra paura verso quei mille meccanismi delle segreterie di partito, che continuano a riaffermare i propri microinteressi politici, che difendono i propri pallidi e sbiaditi recinti come fossero feudi irrinunciabili per il rilancio di posizioni sempre più individuali. Gli interrogativi che dovrebbero dominare la scena pubblica non sono “come” e “quando rilanciare il Comunismo” ma “come” e “quando ritornare, come Sinistra, protagonisti del dibattito politico”, ormai dominato dalle disastrose istanze delle destre. Ogni singolo partitino di sinistra da solo ha già perso la propria battaglia culturale, rinunciando ad ambizioni di rappresentanza politica, di autorevolezza sociale, di presenza istituzionale. Dai congressi in corso non escono partiti rigenerati, ma dilaniati al proprio interno, senza prospettive e privi di quella forza che servirebbe a rilanciare ogni singolo progetto partitico. Si dimentica infatti che, disdegnando ogni forma di dialogo, ogni propensione ad un governo di coalizione, sia esso locale o nazionale, ci si condanna a rimanere impantanati nella logica dell’ opposizione ad oltranza. In essa è implicita la rinuncia a qualsiasi possibilità di intervenire in ogni processo decisionale e dove ci si condanna a non avere più nessun mezzo di finanziamento certo, senza sedi e fondi per riproporre le nostre idee, potremmo al massimo costituirci come associazioni culturali. Non è questo che ci chiede la nostra gente. Contrariamente agli interventi da me ascoltati durante il Congresso del PRC, in moltissime realtà amministrative sono gli stessi compagni vicini alle mozioni Ferrero e Grassi che cercano la mediazione col Partito Democratico, segno che anche loro reputano la strategia dell’ isolazionismo partitico un esercizio retorico e nulla più. Francesco Ferrara, ex responsabile dell’ Organizzazione della Segreteria del PRC, denuncia : “La mozione 2, seconda nei gruppi dirigenti, si afferma come la prima nella base del partito. Riteniamo opportuno segnalare che a queste cifre andrebbero sommati i circa 542 voti per la mozione 2 che sono stati annullati senza motivo reale, facendo valere il principio di maggioranza, dalla Commissione congressuale (mentre il "verdetto" su altri 150 è ancora pendente) e i 142 voti che sono stati cancellati "in anticipo" impedendo agli iscritti di votare. Di contro, la Mozione 1 ha incassato 201 voti provenienti da Circoli formatisi all'ultimo minuto e senza passare per l'approvazione dei rispettivi Comitati federali, in spregio alle regole statutarie. Nel complesso si tratta di una differenza di circa mille voti in meno per la nostra mozione.” Episodi di questo tipo fanno male all’ intero movimento dei lavoratori e delle lavoratrici, che rimangono senza punti di riferimento e privi della speranza di un partito migliore. Dobbiamo ripartire dalle amministrative del 2009, con liste civiche della Sinistra in un nuovo centrosinistra, che sappiano chiedere ai cittadini un voto che dia forza alle istanze di unità della Sinistra, che sappiano darsi un appuntamento nazionale dove gettare le basi di una Costituente, appuntamento irrinunciabile e fondante di tali liste. Solamente in questo modo si potrà sfuggire ad un triste destino, incline ormai verso la scomparsa politica e sociale. E’ il momento delle responsabilità e dell’ audacia, senza le quali queste classi dirigenti potranno soltanto spolverare loculi pieni soltanto di vecchi cimeli e lotte lontane. E’ ora di lottare per le battaglie di oggi, quelle di questo secolo, che certamente vengono da conflitti storici e che a maggior ragione meritano un impegno politico innovativo e capace di imporsi.
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2 commenti:
vista la condizione strana e disastrosa che c'è nella sinistra ì, forse vi converrebbe cambiare obiettivo e puntare ad un partico unico con i socialisti e a riallacciare i rapporti con noi del PD...
io da sempre preferisco voi all'UDC...
Beh in effetti l'errore di SD fu quello di non seguire Angius e Grillini che confluirono nel PS.
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